VENEZIA OPEN ART

Se Vasilij Kandinskij, per l’epoca in cui ha operato si può ben comprendere la portata poetica, ebbe a dire che l’arte “oltrepassa i limiti nei quali il tempo vorrebbe comprimerla”, donando alla stessa una sorta di potere visionario di ciò che sarà il futuro dell’umanità, non possiamo che confermare quanto espresso dal celeberrimo artista, fondatore della pittura astratta, soprattutto se contempliamo l’impeto e la dinamica compositiva ed estetica di autori contemporanei, magari ancora sconosciuti, tanti, si spera, in via di formazione e in una continua tensione di ricerca lirica.

Venezia ha voluto inaugurare sotto le parole del sommo pittore il Premio Venezia Open Art che viene definito essere una vera e propria “Open Call” per artisti di qualità e di merito ma ancora all’ombra per il grande pubblico, in attesa, di sicuro, di avere ben più dei 15 minuti di celebrità, citando un altro grande personaggio dell’arte contemporanea, Andy Warhol.

Una giuria di figure competenti e di alto spessore professionale, formata da Sara Dotto, artista e arte terapeuta, Daniel De Rossi, artista, attore e compositore, Alessandra Parmeggiani, artista e illustratrice, ha selezionato una vasta gamma di artisti che esporranno dal 3 al 9 ottobre nella Sala della Sede dei Laneri a Venezia, assicurandosi, cosi, quella possibilità di presentare ai visitatori le proprie produzioni artistiche, diverse per stile, genere, ispirazione, idea, poetica ed estetica compositiva.

Quale migliore città suggestiva e capitale europea delle arti poteva essere se non Venezia come scenografia di questo interessante e innovativo Premio: chi parteciperà avrà l’opportunità di lavorare ed elaborare idee e opere all’interno di due percorsi.

Il primo, “Art for the earth-arte per la terra”, vuole celebrare in modo universale e diretto temi e contenuti che siano connessi con la natura e l’ambiente, dando luogo a quelle visioni, concetti, descrizioni e narrazioni pittoriche e visive che l’artista vorrà elaborare in questa materia, ormai sempre più di attualità nella nostra società contemporanea e per il bene del futuro dell’umanità, riprendendo anche l’osservazione di Kandinskij.

Il secondo percorso verte su un concettualismo interiore, un libero ambito di esplorazione e confronto sulla propria personalità, le proprie esperienze, il proprio animo che diventa mondo esplorativo e da esplorare traducendolo nell’impeto concettuale dei colori e negli alfabeti delle forme e geometrie, elementi esteriori che diventano linguaggi espressivi intimi.

L’idea, il concetto, l’estetica, la tecnica, il messaggio e la raffigurazione diventano elementi fondanti itinerari interpretativi e di conoscenza di autori e di artisti in legame con i propri tempi in una proiezione verso il prossimo futuro e l’evoluzione ambientale e del nostro pianeta.

L’esposizione allestita tenendo presente la vasta gamma caleidoscopica di stili, generi e tendenze poetiche in un riassunto poetico tale da donarci una visione completa e ricca delle composizioni autorali presenti, rappresentative la giovane arte contemporanea.

H&H Color Lab
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