BLUE CELESTE

Blueceleste. Come il mare che non abbiamo mai visto, come i nostri cieli migliori, sognati nell’infanzia senza fine che ci ostiniamo ancora ad inventare. Blueceleste come la gioventù, come le ombre. Blueceleste come le lacrime.

È un colore – ma non solo – a legare i frammenti dell’ultima esposizione di Branciforte, alcuni recentissimi, altri ritrovati. Un colore, attenuato pastello nel paesaggio sardo, altrove sfrontatamente esibito, invisibile componente nel rosso di uno sfondo mobile nel quale gli oggetti riflettono la propria sagoma creando pozzanghere terse, intuito nei ciuffi tentacolari di una sorridente Medusa liberati dall’acqua che li inzuppa. Presenza costante, anche nell’apparente mancanza. Blueceleste nelle pieghe della stoffa leggera di un cappello, nel paesaggio estivo, nei tronchi esili di alberi altissimi alla fine dei quali indoviniamo fronde irraggiungibili. Blueceleste baia, spazio fluido nel quale galleggiano donne che chiacchierano calme, evocatrici di un sud amato e onnipresente. Blu oriente, colore tra i colori, tasselli dell’entrata del bagno turco, sulla cui soglia attendono i corpi sensuali di una donna algida e discinta e di un uomo dal volto inconoscibile e dalla nuda schiena ambrata. BlueCeleste nelle gemme preziose di un braccialetto, abbandonato, dimenticato.

Blueceleste nel grande scorcio delle due ragazze, una, dall’abito blu, che ci fissa, l‘altra per sempre voltata, il viso nascosto, irraggiungibile, i capelli lunghi e scuri, l’abito eternamente rosso.

E’ un colore, ma non solo. Il resto è il tratto ovunque riconoscibile, insieme aggressivo e dolce, trasgressivo e ingenuo, fragoroso e schivo, sempre in movimento, anche nelle nature – mai morte, mai fisse, sempre dinamiche, animate, oggetti sul punto di scorrere via. Il resto sono i volti segnati, i gesti ribelli, gli occhi dall’espressione beffarda e curiosa, attraversati da un lampo d’ansia. Il resto è fuori, oltre la tela, ne scorgiamo l’inizio, ne presagiamo la fine, altrove, se una fine esiste.

I quadri di Branciforte esibiscono segreti generic singulair. Mostrano per nascondere. Raccontano storie dal finale sconosciuto, sospendono il senso. Poi c’è il nostro sguardo.

Da lì si ricomincia.

H&H Color Lab
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